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Parrocchia S. Anastasio

AMARE FINO IN FONDO

Lo scorso 24 Marzo

si è tenuta la Giornata di Preghiera e digiuno per i martiri missionari, che nel 2016 sono stati ben 28 di cui 14 Sacerdoti, 9 religiose, 1 Seminarista e 4 laici (12 in America, 8 in Africa, 7 in Asia e 1 in Europa). La loro testimonianza sia per tutti noi un invito ad essere discepoli del Signore Gesù fino in fondo, senza mai vergognarci di Lui e ad essere strumenti umili e coraggiosi della sua misericordia nei compiti della vita quotidiana. Di seguito riportiamo il martirio delle Suore di Madre Teresa di Calcutta avvenuto nello Yemen e tratto da un articolo di Marina Corradi scritto per il giornale “Avvenire” del 5 Marzo 2016: Quell'amore in cambio di niente "Una banda di uomini armati all’assalto di una casa di riposo per vecchi e disabili condotta dalle Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa. Ad Aden, nello Yemen, quattro di loro sono morte, assieme ad altre dodici persone, mentre un sacerdote salesiano risulta scomparso, forse rapito. […] Il lupo e l’agnello: non deve essere certo stato difficile attaccare, armi in pugno, un rifugio di indifesi. La furia omicida si è scatenata proprio sulle quattro sorelle riconoscibili dal velo bianco e blu: loro l’obiettivo dell’odio, in quanto cristiane. Erano due ruandesi, una keniota e una indiana. Figlie dei Sud del mondo che, anziché fuggirne, avevano scelto di radicarsi nel luogo della massima povertà, casa per chi non ha alcuna casa. Sapevano quanto odio stava come sbucando dal sottosuolo, fra le strade dello Yemen. Non hanno pensato ad andarsene. Non sarebbero state capaci di abbandonare quei loro vecchi, quei fratelli malati, di chiudere l’ospizio lasciandoli dentro una guerra, e senza nessuno. Hanno continuato, probabilmente tra i bombardamenti e cento pericoli, a cercare di condurre la loro casa, dando da mangiare agli ospiti, curandoli, confortandoli. In una mite e tenace resistenza al male; in silenzio, con gesti quotidiani - imboccare, lavare, pregare - mentre fuori deflagrava la ferocia. Madre Teresa diceva: «Il più grande dono che Dio ti può fare è darti la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi, e la volontà di restituirgli qualsiasi cosa Egli ti chieda». Docilmente hanno restituito a Dio la loro vita e forse, attorno, in quella città, qualcuno si fermerà un momento a considerare la strana scelta di quegli stranieri venuti lì a morire per curare creature che 'non valgono' niente. Perché? In cambio di cosa? In cambio di niente. Nella assoluta gratuità di Cristo". Don Aldo e Don Maurilio
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Lo scorso 24 Marzo

si è tenuta la Giornata di Preghiera e digiuno per i martiri missionari, che nel 2016 sono stati ben 28 di cui 14 Sacerdoti, 9 religiose, 1 Seminarista e 4 laici (12 in America, 8 in Africa, 7 in Asia e 1 in Europa). La loro testimonianza sia per tutti noi un invito ad essere discepoli del Signore Gesù fino in fondo, senza mai vergognarci di Lui e ad essere strumenti umili e coraggiosi della sua misericordia nei compiti della vita quotidiana. Di seguito riportiamo il martirio delle Suore di Madre Teresa di Calcutta avvenuto nello Yemen e tratto da un articolo di Marina Corradi scritto per il giornale “Avvenire” del 5 Marzo 2016: Quell'amore in cambio di niente "Una banda di uomini armati all’assalto di una casa di riposo per vecchi e disabili condotta dalle Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa. Ad Aden, nello Yemen, quattro di loro sono morte, assieme ad altre dodici persone, mentre un sacerdote salesiano risulta scomparso, forse rapito. […] Il lupo e l’agnello: non deve essere certo stato difficile attaccare, armi in pugno, un rifugio di indifesi. La furia omicida si è scatenata proprio sulle quattro sorelle riconoscibili dal velo bianco e blu: loro l’obiettivo dell’odio, in quanto cristiane. Erano due ruandesi, una keniota e una indiana. Figlie dei Sud del mondo che, anziché fuggirne, avevano scelto di radicarsi nel luogo della massima povertà, casa per chi non ha alcuna casa. Sapevano quanto odio stava come sbucando dal sottosuolo, fra le strade dello Yemen. Non hanno pensato ad andarsene. Non sarebbero state capaci di abbandonare quei loro vecchi, quei fratelli malati, di chiudere l’ospizio lasciandoli dentro una guerra, e senza nessuno. Hanno continuato, probabilmente tra i bombardamenti e cento pericoli, a cercare di condurre la loro casa, dando da mangiare agli ospiti, curandoli, confortandoli. In una mite e tenace resistenza al male; in silenzio, con gesti quotidiani - imboccare, lavare, pregare - mentre fuori deflagrava la ferocia. Madre Teresa diceva: «Il più grande dono che Dio ti può fare è darti la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi, e la volontà di restituirgli qualsiasi cosa Egli ti chieda». Docilmente hanno restituito a Dio la loro vita e forse, attorno, in quella città, qualcuno si fermerà un momento a considerare la strana scelta di quegli stranieri venuti lì a morire per curare creature che 'non valgono' niente. Perché? In cambio di cosa? In cambio di niente. Nella assoluta gratuità di Cristo". Don Aldo e Don Maurilio